07/09/2008
Acc
E' stato girando l'angolo, che mi sono imbattuta nei tuoi occhi. Non avevo mai incontrato due occhi così. Grandi, intensi, parlavano da soli quegli occhi e anche per te, l'ho notato subito, è stato un incontro che ti ha scosso, ma sicuramente non quanto me.
Come ogni mattina bighellonavo felice per il mio solito giro nel quartiere, annusando l'aria, cogliendo, per quanto mi era possibile, le variazioni di odori, colori, oggetti e persone, che normalmente trovo in quel quartiere ogni mattina.
E tu? Chi t'aveva mai visto a te! Alto, come nessuno mai prima di allora, mi spunti così, dal nulla, girato l'angolo. Non sapevo che quell'incontro mi avrebbe cambiato la vita, la vita che mi ero costruita con tanto zelo, una vita tranquilla, ogni giorno sempre la stessa necessaria routine, mai un imprevisto, sicuramente perchè ero attenta a percorrere sempre le stesse strade, sempre le stesse traiettorie, collaudate ormai da tempo. Insomma una vita sicura, calcolata al millesimo di secondo.
E' stato come annegare in un oceano blu, incontrarti. E ricordo ancora, come anche tu hai provato un'emozione così intensa che ti ha lasciato per un attimo senza fiato, ti ha fatto strizzare gli occhi per l'incredulità, Accidenti! hai esclamato e ti sei chiesto perchè, perchè adesso! Andavi di corsa tu, avevi un appuntamento importante, ed eri in terribile ritardo.
Ti sei bloccato, hai sbattuto le palpebre, sei arrivato persino a commuoverti, tanto che ti è scesa qualche lacrima ed è stato come sciogliermi con esse, navigare in quel fiume e scivolare giù giù sulle tue dita, fin nel tuo fazzoletto di carta buttato senza alcun criterio per la strada.
Ma non potevi alzarti prima quella mattina? Mi evitavi di finire giusto giusto nei tuoi occhi. Razza di spilungone incivile.

23:27
Scritto da : moon.lad
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06/06/2008
Il Petalo Rosso e la Bocca di Leone

punto
Discover Annie Lennox!
16:30
Scritto da : moon.lad
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01/05/2008
Il Mio Turno
Mi ritrovavo con il culo per terra. Non si stava poi così male. In questa posizione, potevo guardare il cielo e le stelle. Osservare il sorgere del sole e il suo tramonto. Un po' mi intorpidivo durante le ventose notti, e i raggi del sole picchiavano duro sulla mia nuda pelle.
La mia giornata era incominciata tra un morso e un altro dato alla vita. Avevo il mio abito perfetto, quel tailleur bianco fatto su misura. Ero uno splendore. Attendevo il mio turno, come ogni mattina. Scambiavo i soliti convenevoli con i vicini e gli argomenti ormai scarseggiavano..il tempo.. la noia... Quando all'improvviso fui chiamata. Era giunto il mio momento. Mi sentivo finalmente utile al mio prossimo, avevo una missione da compiere, oggi.
Non dimenticherò mai quella sensazione di freschezza, quel primo impatto con la cruda e dura realtà che avevo sempre sognato, chiusa nel mio cantuccio. Un raggio di sole mi colpì in pieno viso, poi il buio. Mi sentivo avvolta e coinvolta allo stesso tempo. Un rollare frenetico, tanti scossoni e un su e giù interminabile, come se mi trovassi in una lavatrice.. anche se non avevo la benchè minima nozione di come fosse trovarsi in una lavatrice. Rimasi così, insieme al mio partner, per ore. Un connubio perfetto, un piacere sottile, intervallato soltanto da qualche pausa e qualche dolce carezza. Mi riposavo, ogni tanto, prima di ricominciare il mio lavoro.
Mi sentivo stanca, il mio tailleur era andato a farsi benedire, così come anche il mio gradevole profumo. Non pensavo sarebbe stata così dura.
Poi, all'improvviso, quel salto nel vuoto, giù giù sempre più giù, sembrava non avesse mai fine. L'aria sul mio corpo intorpidito mi permetteva di riprendere un po' le forze prima di.. già prima di cosa? Era tutto nuovo per me, non potevo immaginare cosa mi sarebbe successo.. nessuno mi aveva detto cosa capitava a chi faceva il salto.. ed ora toccava a me.. scoprirlo sulla mia pelle.. a mie spese.
Ed eccomi qui, con il culo per terra, infreddolita, umida e sporca, così stanca che a malapena riesco ad aprire gli occhi e a guardare il cielo. Non so da quanti giorni sono in questo stato. Non li ho contati. So solo che mi sento una pezza, già.. ma una pezza contenta. Ho vissuto, ho aspettato il mio turno, sono stata scelta e sono stata utile al mio prossimo, cosa voler di più dalla vita? Ora posso anche chiudere gli occhi e dormire.. ma il cielo è troppo bello.. e le stelle.. ma le avete viste le stelle?? e la Luna.. quel suo bagliore che attraversa la notte e la tinge di argento e rischiara la strada, quella dove io giaccio.. col culo per terra...
Dei rumori in lontanza.. come un rullo compressore, mi sento oppressa fin nell'animo e trasportata via come un fuscello..
- Accidenti! Le mie scarpe nuove!
- Cosa?.. ma.. parli con me?
No, ovvio, non parla con me.. parla solo A me..
Vengo avvolta in una carta, il mio ultimo sudario.. addio mondo crudele.. è questa la mia fine?
Sì, è questo il capolinea.. un altro salto, stavolta in un cassonetto, in mezzo a rifiuti, la vita termina così, anche per una come me che è stata utile al suo prossimo, nel suo vestitino bianco, con la sua freschezza e gioia di vivere..
Gli ultimi ricordi.. il mio cantuccio.. i miei compagni.. la nostra trepidazione.. qualcuno dovrebbe avvisarli..
Destino ingrato...

13:10
Scritto da : moon.lad
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26/04/2008
Dedicated 2
Quante volte ho preso in mano quella valigia. Quante volte ti ho guardato che ancora dormivi, come una bambina, con chissà quali sogni ancora tra le ciglia. Guardo te e guardo quella foto sul comodino, il mio viso bloccato in un'espressione buffa, e quel raggio di sole che mi ha costretto a chiudere gli occhi. Sono pronto per partire, per lasciare questa città, confondermi tra la folla e sparire. L'alba fa la sua timida comparsa nella stanza per ricordarmi che è ora. Uno sguardo alla finestra di fronte. Quante volte ti ho vista lì, che fumavi o parlavi al telefono. Le tue tende mi impedivano di vedere meglio. Così cominciavo a fantasticare, con quella fantasia che non mi ha mai abbandonato nemmeno nei periodi più difficili della vita. Immaginavo il colore dei tuoi capelli, dei tuoi occhi e del tuo viso. Immaginavo come poteva essere il tuo sorriso e la tua espressione mentre parlavi al telefono e immaginavo anche il tuo corpo, muoversi all’interno della stanza. E ora invece ti ho finalmente qui.. con me.. tra le mie lenzuola.. nella Mia Vita... Oggi... nel mio flusso..
E' un flusso di coscienza
il mio
perso dietro al filo dei miei pensieri
vago
disilluso dalla vita
schivo anche a me stesso
in solitaria quiete
lontano da onori e ricorrenze
un porto
dove le navi salpano
o attraccano senza mai fermarsi
un clown dall'animo sensibile
che ringrazia il suo pubblico
ed esce di scena
risorge
come la fenice
dopo la violenza del desiderio
dopo amarezze
e rinunce
ma sempre pronto a schierarsi
in difesa di chi merita
anche di te..
Come un cieco
che non ha mai potuto guardare il mondo
io
che sogni potrei avere
senza di te..
.. oggi..
Oggi.. E' ora, devo andare, mi tratterrei ancora, ma non posso. La vita chiama. Prendo il cellulare, le chiavi, apro la porta, mi fermo per un ultimo pensiero.. per te. Prima o poi tutte le cose finiscono senza che nemmeno ce ne accorgiamo, ci passano sotto lo sguardo ma noi guardiamo altrove e quando sono passate via non riusciamo a prenderle. Ma non tu.. non questa volta.. Quante volte ho preso in mano questa valigia. Quante volte ti ho guardato che ancora dormivi, come una bambina, con chissà quali sogni ancora tra le ciglia. Come ogni mattina, la vita mi chiama, il lavoro mi chiama. Ed io vado, mi confondo tra la folla e sparisco, chilometri e chilometri da percorrere. Per ritornare ogni sera da te, nella tua vita.. come oggi..

Un'idea.. un prestito.. una dedica.. e non dico altro.. tu sai
The Doors - Light my fire
The Doors - Soul Kitchen
18:15
Scritto da : moon.lad
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