07/09/2008

Acc

E' stato girando l'angolo, che mi sono imbattuta nei tuoi occhi. Non avevo mai incontrato due occhi così. Grandi, intensi, parlavano da soli quegli occhi e anche per te, l'ho notato subito, è stato un incontro che ti ha scosso, ma sicuramente non quanto me.

Come ogni mattina bighellonavo felice per il mio solito giro nel quartiere, annusando l'aria, cogliendo, per quanto mi era possibile, le variazioni di odori, colori, oggetti e persone, che normalmente trovo in quel quartiere ogni mattina.

E tu? Chi t'aveva mai visto a te! Alto, come nessuno mai prima di allora, mi spunti così, dal nulla, girato l'angolo. Non sapevo che quell'incontro mi avrebbe cambiato la vita, la vita che mi ero costruita con tanto zelo, una vita tranquilla, ogni giorno sempre la stessa necessaria routine, mai un imprevisto, sicuramente perchè ero attenta a percorrere sempre le stesse strade, sempre le stesse traiettorie, collaudate ormai da tempo. Insomma una vita sicura, calcolata al millesimo di secondo.

E' stato come annegare in un oceano blu, incontrarti. E ricordo ancora, come anche tu hai provato un'emozione così intensa che ti ha lasciato per un attimo senza fiato, ti ha fatto strizzare gli occhi per l'incredulità, Accidenti! hai esclamato e ti sei chiesto perchè, perchè adesso! Andavi di corsa tu, avevi un appuntamento importante, ed eri in terribile ritardo.

Ti sei bloccato, hai sbattuto le palpebre, sei arrivato persino a commuoverti, tanto che ti è scesa qualche lacrima ed è stato come sciogliermi con esse, navigare in quel fiume e scivolare giù giù sulle tue dita, fin nel tuo fazzoletto di carta buttato senza alcun criterio per la strada.

Ma non potevi alzarti prima quella mattina?  Mi evitavi di finire giusto giusto nei tuoi occhi. Razza di spilungone incivile.

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Post partorito dopo una giornata trascorsa a giocare alla caccia alle zanzare malefiche. La trentunesima è ancora latitante, ma sono qui.. come il cinese sul fiume...

06/06/2008

Il Petalo Rosso e la Bocca di Leone

C'era una volta un petalo rosso, portato dal vento ai piedi di una bocca di leone. La bocca di leone lo guardò con curiosità e lo trovò molto diverso dagli altri petali che già conosceva. Era raggiante, puro e premuroso, tanto che cominciò a parlargli giorno e notte e si stupiva quanto fosse piacevole chiacchierare con lui, si meravigliava di come le sue parole fossero le stesse che lei aveva sempre pronunciato ad altri e che sempre aveva pensato. Il petalo, dal canto suo, incrementava sempre più i momenti di conversazione con la bocca di leone, ma avrebbe voluto guardarla più da vicino, il suo fusto alto e legnoso non gli permetteva di conoscerla come lui avrebbe desiderato. E così un bel giorno chiese aiuto al suo amico vento e si fece portare in cima allo stelo. Ah che sensazioni, ora sì che si ragionava, com'era bella e come gli piaceva guardarla da vicino mentre le parlava. La bocca di leone era contenta del suo nuovo amico premuroso, che le ripeteva sempre di essere così fortunata ad averlo incontrato, ma lei perplessa pensava che fortuna potrei avere ad incontrare un petalo portato dal vento?
I giorni passavano e il petalo, quando poteva, ritornava sulla bocca di leone e godeva del sole e dell'aria fresca che baciavano la cima della sua nuova amica e che la sua amica portava nella sua esistenza di petalo ramingo. E le ripeteva quanto fosse fantastica e fortunata.
Poi una mattina, al suo risveglio, la bocca di leone non vide più il petalo accanto a sè. Si guardò intorno e lo scorse un po' più lontano. Continuava a parlargli, ma non più tanto spesso. Il petalo continuava a dire che non era cambiato nulla, ma aveva solo bisogno dei suoi spazi perchè, si sa, un petalo è qualcosa di così delicato che non può essere tenuto per tanto tempo vicino, altrimenti si stropiccia e avvizzisce. La bocca di leone per sua natura era sempre stata comprensiva e meno che meno voleva metter catene o guinzagli..
Poi un giorno, all'improvviso, la bocca di leone fu svegliata dalla presenza del petalo, così vicino ma così vicino come mai avrebbe pensato potesse accadere. E invece era accaduto. Che bello avere di nuovo accanto il suo amico petalo rosso. Rimasero così a contemplare la Luna piena, senza pensieri, nè domande o richieste.
Al suo risveglio la bocca di leone si sentiva già sola, e sola in realtà lo era. Il suo amico era sceso dal fusto e riusciva a mala pena a scorgerlo in lontananza. Le chiacchierate ormai erano solo un ricordo, e pochi divennero i momenti in cui riusciva a ricevere notizie del petalo, finchè un giorno non lo vide più, non lo sentì più, senza una spiegazione, senza un saluto. Il vento se l'era portato via. La bocca di leone cercò di capire il perchè, ma forse era più semplice di quanto potesse mai pensare: era solo un petalo come gli altri e nulla di più..
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Perchè a volte dire quello che si pensa è sinonimo di cattiveria..
Perchè a volte l'egoismo che si dimostra in alcune situazioni fa capire tante ma tante cose..
Perchè a volte l'incoerenza negli atteggiamenti rivela solo che tutto era già previsto e progettato.. 
Perchè a volte basta solo un po' di sincerità in più..
Il resto sono solo.. parole..

punto


Discover Annie Lennox!
 

01/05/2008

Il Mio Turno

Mi ritrovavo con il culo per terra. Non si stava poi così male. In questa posizione, potevo guardare il cielo e le stelle. Osservare il sorgere del sole e il suo tramonto. Un po' mi intorpidivo durante le ventose notti, e i raggi del sole picchiavano duro sulla mia nuda pelle.

La mia giornata era incominciata tra un morso e un altro dato alla vita. Avevo il mio abito perfetto, quel tailleur bianco fatto su misura. Ero uno splendore. Attendevo il mio turno, come ogni mattina. Scambiavo i soliti convenevoli con i vicini e gli argomenti ormai scarseggiavano..il tempo.. la noia... Quando all'improvviso fui chiamata. Era giunto il mio momento. Mi sentivo finalmente utile al mio prossimo, avevo una missione da compiere, oggi.

Non dimenticherò mai quella sensazione di freschezza, quel primo impatto con la cruda e dura realtà che avevo sempre sognato, chiusa nel mio cantuccio. Un raggio di sole mi colpì in pieno viso, poi il buio. Mi sentivo avvolta e coinvolta allo stesso tempo. Un rollare frenetico, tanti scossoni e un su e giù interminabile, come se mi trovassi in una lavatrice.. anche se non avevo la benchè minima nozione di come fosse trovarsi in una lavatrice. Rimasi così, insieme al mio partner, per ore. Un connubio perfetto, un piacere sottile, intervallato soltanto da qualche pausa e qualche dolce carezza. Mi riposavo, ogni tanto, prima di ricominciare il mio lavoro.

Mi sentivo stanca, il mio tailleur era andato a farsi benedire, così come anche il mio gradevole profumo. Non pensavo sarebbe stata così dura.

Poi, all'improvviso, quel salto nel vuoto, giù giù sempre più giù, sembrava non avesse mai fine. L'aria sul mio corpo intorpidito mi permetteva di riprendere un po' le forze prima di.. già prima di cosa? Era tutto nuovo per me, non potevo immaginare cosa mi sarebbe successo.. nessuno mi aveva detto cosa capitava a chi faceva il salto.. ed ora toccava a me.. scoprirlo sulla mia pelle.. a mie spese.

Ed eccomi qui, con il culo per terra, infreddolita, umida e sporca, così stanca che a malapena riesco ad aprire gli occhi e a guardare il cielo. Non so da quanti giorni sono in questo stato. Non li ho contati. So solo che mi sento una pezza, già.. ma una pezza contenta. Ho vissuto, ho aspettato il mio turno, sono stata scelta e sono stata utile al mio prossimo, cosa voler di più dalla vita? Ora posso anche chiudere gli occhi e dormire.. ma il cielo è troppo bello.. e le stelle.. ma le avete viste le stelle?? e la Luna.. quel suo bagliore che attraversa la notte e la tinge di argento e rischiara la strada, quella dove io giaccio.. col culo per terra...

Dei rumori in lontanza.. come un rullo compressore, mi sento oppressa fin nell'animo e trasportata via come un fuscello..

- Accidenti! Le mie scarpe nuove!

- Cosa?.. ma.. parli con me?

No, ovvio, non parla con me.. parla solo A me..

Vengo avvolta in una carta, il mio ultimo sudario.. addio mondo crudele.. è questa la mia fine?

Sì, è questo il capolinea.. un altro salto, stavolta in un cassonetto, in mezzo a rifiuti, la vita termina così, anche per una come me che è stata utile al suo prossimo, nel suo vestitino bianco, con la sua freschezza e gioia di vivere..

Gli ultimi ricordi.. il mio cantuccio.. i miei compagni.. la nostra trepidazione.. qualcuno dovrebbe avvisarli..

Destino ingrato...

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The Doors - The End

26/04/2008

Dedicated 2

Quante volte ho preso in mano quella valigia. Quante volte ti ho guardato che ancora dormivi, come una bambina, con chissà quali sogni ancora tra le ciglia. Guardo te e guardo quella foto sul comodino, il mio viso bloccato in un'espressione buffa, e quel raggio di sole che mi ha costretto a chiudere gli occhi. Sono pronto per partire, per lasciare questa città, confondermi tra la folla e sparire. L'alba fa la sua timida comparsa nella stanza per ricordarmi che è ora. Uno sguardo alla finestra di fronte. Quante volte ti ho vista lì, che fumavi o parlavi al telefono. Le tue tende mi impedivano di vedere meglio. Così cominciavo a fantasticare, con quella fantasia che non mi ha mai abbandonato nemmeno nei periodi più difficili della vita. Immaginavo il colore dei tuoi capelli, dei tuoi occhi e del tuo viso. Immaginavo come poteva essere il tuo sorriso e la tua espressione mentre parlavi al telefono e immaginavo anche il tuo corpo, muoversi all’interno della stanza. E ora invece ti ho finalmente qui.. con me.. tra le mie lenzuola.. nella Mia Vita... Oggi... nel mio flusso..

E' un flusso di coscienza
il mio
perso dietro al filo dei miei pensieri
vago
disilluso dalla vita
schivo anche a me stesso
in solitaria quiete
lontano da onori e ricorrenze

un porto
dove le navi salpano
o attraccano senza mai fermarsi
un clown dall'animo sensibile
che ringrazia il suo pubblico
ed esce di scena
risorge
come la fenice
dopo la violenza del desiderio
dopo amarezze
e rinunce
ma sempre pronto a schierarsi
in difesa di chi merita
anche di te.. 
Come un cieco
che non ha mai potuto guardare il mondo
io
che sogni potrei avere
senza di te..
.. oggi..
 

Oggi.. E' ora, devo andare, mi tratterrei ancora, ma non posso. La vita chiama. Prendo il cellulare, le chiavi, apro la porta, mi fermo per un ultimo pensiero.. per te. Prima o poi tutte le cose finiscono senza che nemmeno ce ne accorgiamo, ci passano sotto lo sguardo ma noi guardiamo altrove e quando sono passate via non riusciamo a prenderle. Ma non tu.. non questa volta.. Quante volte ho preso in mano questa valigia. Quante volte ti ho guardato che ancora dormivi, come una bambina, con chissà quali sogni ancora tra le ciglia. Come ogni mattina, la vita mi chiama, il lavoro mi chiama. Ed io vado, mi confondo tra la folla e sparisco, chilometri e chilometri da percorrere. Per ritornare ogni sera da te, nella tua vita.. come oggi..

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Un'idea.. un prestito.. una dedica.. e non dico altro.. tu sai 

The Doors - Light my fire

The Doors - Soul Kitchen